Introduzione
Dopo un incidente stradale, le lesioni riportate da uno dei coinvolti possono avere conseguenze solo civili, legate al risarcimento dei danni, oppure anche penali, dando origine a un procedimento per il reato di lesioni personali stradali disciplinato dall’art. 590-bis del Codice Penale.
Capire la differenza è fondamentale sia per chi subisce il danno, sia per chi rischia di essere perseguito penalmente.
Quando scatta il reato di lesioni personali stradali (art. 590-bis c.p.)
L’art. 590-bis prevede pene più severe per chi, violando le norme del Codice della Strada, provoca a qualcuno lesioni gravi o gravissime.
Le lesioni assumono rilievo penale quando:
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La prognosi supera i 40 giorni → lesioni gravi.
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Vi è indebolimento permanente di un senso o di un organo.
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Vi è perdita di un arto, sfregio permanente del viso, malattia probabilmente insanabile → lesioni gravissime.
In questi casi, la procedibilità è sempre d’ufficio: non serve querela della persona offesa.
Le pene aumentano ulteriormente se il conducente era in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.
Quando la lesione resta solo una questione civile
Se la prognosi è pari o inferiore a 40 giorni e non vi sono postumi permanenti, non si configura alcun reato.
La vittima, però, ha comunque diritto al risarcimento del danno:
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Danno biologico (inabilità temporanea e postumi permanenti).
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Danno morale (sofferenza psicologica legata all’evento).
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Danno patrimoniale (spese mediche, perdita di reddito, ecc.).
Perché è importante rivolgersi a un legale
Un avvocato esperto in infortunistica stradale è fondamentale per:
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Valutare se la prognosi comporta conseguenze penali per il responsabile.
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Attivarsi subito per richiedere il giusto risarcimento.
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Seguire la pratica sia in ambito penale che civile, tutelando al meglio la vittima.
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